Quando si è costretti a casa malati si muore di noia, si guardano vecchi film di Woody, si cerca di giocare col gatto che dorme, si sfoglia annoiati Vogue arrivato in ritardo, si ricevono visite e telefonate piacevoli (o il messenger ti salva, ma oggi fa le bizze). La cosa più spassosa è che le persone, sapendoti fuori gioco, si rivolgono a te, che tempo libero ne hai, per aver consigli da posta del cuore. Niente di male in tutto questo, trovo molto più interessante fingersi psicologi che tentare di dare diagnosi sulla mia malattia (che per tutti è psicosomatica, no dai!) o di avere dettagli splatter sulla mia guarigione.
Cosi mi ritrovo un po' in un ruolo a metà strada tra la colonna di Guia Soncini in versione più melò o il box di Fegiz con un poco più di senso critico, ritrovandomi a rispondere alla domanda "In amore contano di più i fatti o le parole?" con un "Contano le parole buone e i fatti cattivi", mentre in sottofondo propino al malcapitato l'Hush hush Mix dei The Rapture degli WhoMadeWo, fantastico.
Mi congedo, domani è il giorno della fuga dalla realtà, vado a Roma a tirare i pomodori a Lou Reed davanti all'Auditorium urlando uècazzofiga così capiscono da dove vengo.
Ho anche imparato che le controindicazioni segnalate sui bugiardini dei medicinali non sono solo un atteggiamento fantascientifico-pessimistico della medicina, ma ti possono davvero venire, fanculo.
February 27, 2006
PELLEGRINAGGIO DAL TECNOFRATE BUSTI
a
7:56 PM
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3 comments:
e... dopo questa grande gita, cosa ha arricchito la tua visione della vita... che nuove considerazioni ti sei fatta...."facce sape"....
scippa... ma per caso ti ha scippato qualcuno???????
Il mistero della scippa forse un giorno verrà svelato, sebbene tutti i fortunati che ne conoscono il significato si sono addormentati a metà del mio racconto noiosissimo...
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