December 26, 2006
December 22, 2006
QUANTO CI HA PRESO
"Ooh, cazzo, ti chiamerò Lamentina!". Avrò anche una voce giusta per la radio (due in 24 ore!), ma io resto ottimista, ce la possiamo fare; "Lamentina" a me, tzè.
*si allontana borbottando*
December 21, 2006
NON C'E' DISACCORDO NEL CIELO
December 17, 2006
December 16, 2006
ROSICHELLA - POST PERSONALE
Non sai quanto volevo essere in quel di Roma ieri sera, ma la sfighella qui presente ha pure ricevuto una multa in mattinata.
Sempre complimenti, ora non puoi sfuggire al mondo del lavoro.....o si?
December 12, 2006
IN THE MOOD OF LOVE
(mi hanno rimproverato di non aver pubblicato in merito. rimedio così)
Girare in spazi troppo grandi senza mai avere la piantina, e ostinarsi a non volerla, che tanto è bello perdersi qui.
Scoprire che il 15 ci porta fortuna.
Inseguire nel buio la sagoma della torre, ma non arrivarci mai.
Scoprire che i negozi affollati sono 2: Colette e Shakepeare and Co, mica merda.
Entrare da Americal Apparel e voler comprare tutto, ma sinceramente è solo un po' di jersey.
Comprare un diamante nero a soli 6 euro. Mannaggia.
Mentre diluvia rifugiarsi disperate in negozi di vintage pieni zeppi di cose immettibili e con una mini Hoepli incorporata, col jap che non ti molla.
Mai credere a "vous etes ici", mai mai mai.
Sfondarsi di giapponese spendendo come dal cinese.
Bere solo vino che l'acqua costa uguale, per poi filosofeggiare "a chi avresti voluto comprare più cose in questi giorni? attenta, rifletti sulla risposta"
Vedere il blu dipinto di blu.
Cantare canzoni poco intonate, sotto la pioggia, guardando una coppia di sedie felici bagnarsi.
Non incontrare coppiette del cazzo, nessuna, at all
Un ostello vinaccia, giallo fluo e verde, eppure bellissimo. E di papere, macchè 3, io non ne ho vista una.
Farsi rubare la borsa in un giorno così bello, con gente così bella, che, 'fanculo, son cose che succedono, domani si va al consolato.
Andare dalla polizia, innamorarsi del gendarme e perfino divertirsi all'alba mentre scrive la denuncia, con il poster di In the mood of love in bella vista vicino alla scrivania.
Un presepe à la Lars Von Trier.
Ricordarsi che Mulin Rouge è esattamente kitsch come nel film con la Nicole.
Vedere un funerale militare e girovagare nei cimiteri senza trovare i soliti noti, ma tant'è, c'erano i corvi, vuoi mettere.
Provare un temporaneo amore adolescenziale per una coppia di gemelli canadesi appena conosciuti. Passare il pomeriggio a fare battute più o meno sconce su di loro, e accidentalmente incontrarli di nuovo, con un istantaneo mancamento.
Essere sbattuti fuori da un aeroporto internazionale per la notte, incredule.
Ma poi finire quella notte a dormire in un cesso prefabbricato, con una messicana, uno yankee e una china girl, a parlare di cose inutili come la differenza tra il D'Oc e il D'oil, mentre fuori i leprotti corrono nel prato.
E c'è ancora chi non capisce, perchè a Parigi ci vado tutti gli anni.
( e se è vero che ogni viaggio contiene in sè il germe di quello successivo, next: Ruhr).
December 11, 2006
CHIUDERE I CERCHI SEMPRE

Tiè a tutti quelli che parlano sempre male di Massimo Coppola. Ma quanto lo voglio? quantooo?arggrr che brutta cosa la bancarotta. Per fare un libro ci vuol la carta, per far la carta ci vuole l'albero, per l'albero ci vuole il tagliaboschi. Per farmi felice ora ci vuole questo libro e quel tagliaboschi. Speriamo mi passi. Così come la voce di Tiziano Ferro nella testa.
December 7, 2006
December 3, 2006
SMELLS LIKE CONTENT: THE BOOKS LIVE REPORT
Sorpresa, molto meglio delle aspettative. Ogni canzone pare lo sviluppo intelligente delle intro-outro dei Tunng (cazzata? forse). E poi, diavolo, che pubblico! Superstudiopiù ombelico del mondo (pure un po' troppo): c'era colui che mi mescolò il caffè, colui che una sera ci suonò Pyramid Song con la fisarmonica, il giovine in cerca di compagnia, l'uomo dalla maglietta gialla.... Discutibili i video, ma l'elettronica con gli strumenti "seri" dal vivo...aaaah....facchiu a tutti voi, io metto su un quartetto d'archi. Frase della serata: le donne hanno un archivio, gli uomini un dimenticatoio. E anche se unanimamente mi hanno definito "brutale", oltre a superspocchiavaiperaus e "simpatica gbau", basta battute sulle gravidanze (e l'HIV).
December 1, 2006
LYNCHIANA - PER CHI NON CREDE AI MIEI SOGNI
Cara Vale, ho sognato che andavi a letto con Giussani, quello delle elementari. Ti beccavo in pieno, facevo solo una faccina perplessa, ma tu mi accusavi di non saperlo apprezzare....così me ne andavo al bar, dove la Sà, PAZZA!!!, stava addobbando tutto il negozio daccapo, sotto natale, ma con palline candide, fili di lana giallo azzurro e rosa, farfalline e pulcini per la Pasqua. Inizio a farle il culo, ma mancano le brioches, ci mandano nel retro a farle che sembra però una cucina di una baracca esotica, tipo isola dei famosi brianzoli. Arriva Gerry Scotti, si, lui, che senza dire una parola, camicia bianca e completo blu cangiante -eheh-, mi porta via. Percorriamo un nonluogo, facendo strade e passaggi assurdi (es, la finestra di una cucina di privata), e finiamo in una specie di molo ipertecnologico con le onde altissime, californiaaaa, e tutti questi macchinari avveniristici che non so a che servono, pieno di gente che lavora e gerry che mi rassicura. Zero spiaggia, solo palta, ma tanto non avevo il costume. Cammino accanto a un campo di "grano" (? Che se sai che ne sai che ne saaaaii), che mi capita spesso di sognare, finisco in una zona paludosa, prontamente Gerry lampadato mi aiuta e non cadere, ma mi entra il fango nelle Camper (pensa, nella vita reale le ho buttate anni fa). Finisce che scorgo qualcosa tra i macchinari enormi, mi faccio largo e vedo una specie di torre medievale in buone condizioni, rimango perplessa ma lascio perdere. Mi sento chiamare, arriva il vecchio amico Stefano B.G. (sempre quello delle elementari) che finalmente è alto come me (alle elementari era il più piccolo della classe, e io altissima): iniziamo a parlare, frasi senza senso, lui conosce Gerry Scotti che intanto chiacchera evidentemente per affari e mi dice, giustificandosi, che di soli Quiz un uomo vero non può vivere (effettivamente, non fa una piega). Salto temporale, con lo Ste che nel bel mezzo della palude mi abbraccia, fortissimo, a lungo, un po' un tempo morto della narrazione, ma mentre mi abbraccia mi accorgo che io sono più grande di lui e comincio a sentirmi a disagio. Inizio ad allontanarmi gironzolando in questa specie di zona post-atomica, cerco Gerry Scotti ma niente, Stefano mi segue ma non me ne preoccupo. Mi ritrovo finalmente in una serie di viuzze, genova? urbino? non so, inizio a girare e mi pare di riconoscere una finestra bianca. Guardo dentro e la classica vecchina minuta dai capelli lunghi raccolti mi dice che purtroppo non posso entrare, ma in una lingua che non conosco. A gesti ci capiamo, ottengo il permesso, scosto la tendina bianca bordata di pizzo of course, lei distrae le persone sul divano mentre mi indica la porta per uscire. Guardo con la coda dell'occhio e vedo un uomo molto malato sul divano, che mi sembra abbia qualcosa alla schiena che non gli consente di sedere bene. Per non essere fermata esco veloce, e mi ritrovo su un pianerottolo stretto e nuovissimo, dove la rampa a destra mi fa scendere e quella a sinistra salire (il contrario del solito, in genere). Indecisa, inizio a salire ma poi cerco di ricordare il percorso dell'andata, torno indietro e inizio a scendere. Apro la porta e c'è una lunga rampa più stretta da fare, con tappeti ocra e una porta chiara, salgo, trovo una rampa identica, ma con le pareti e la porta in noce, e il tappeto lavorato, superata la porta, ennesima rampa, identica lunghezza, stavolta con la porta in radica e il tappeto che copre i gradini di un bel verde. Arrivo alla fine, apro la porta e buio, mi faccio largo tra file e file di tende di velluto rosse (lynchdemmerda!) e sbuco fuori dove un tizio gentile mi dice: stiamo chiudendo. Affannata dico "Sì, siì", mentre arriva un ragazzetto che mi pare di conoscere e mi sventola davanti un a4 con scritto Chiuso, faccio una faccina presa male, me ne vado e finisco nella stanza dove avevo trovato la vale con Giussani....ma stavolta sul letto a castello c'è Stefano. Lo guardo, cambio stanza, finisco nel mio soggiorno dove ci sono 5 ragazzi sconosciuti e mi avvicino convinta al penultimo, che non ha volto, ma io ovviamente so chi è: Giacomo di Roma.
Ora tutti quelli che su google cercheranno Gery Scotti finiranno qui, rido. E posso dire, anche se era solo un sogno, che dal vivo effettivamente era più magro. E Gerry Scotti-Virgilio? me fa morì solo l'idea. Gerry torna! il preserale senza di te non ha senso! Muà.




