Cara Vale, ho sognato che andavi a letto con Giussani, quello delle elementari. Ti beccavo in pieno, facevo solo una faccina perplessa, ma tu mi accusavi di non saperlo apprezzare....così me ne andavo al bar, dove la Sà, PAZZA!!!, stava addobbando tutto il negozio daccapo, sotto natale, ma con palline candide, fili di lana giallo azzurro e rosa, farfalline e pulcini per la Pasqua. Inizio a farle il culo, ma mancano le brioches, ci mandano nel retro a farle che sembra però una cucina di una baracca esotica, tipo isola dei famosi brianzoli. Arriva Gerry Scotti, si, lui, che senza dire una parola, camicia bianca e completo blu cangiante -eheh-, mi porta via. Percorriamo un nonluogo, facendo strade e passaggi assurdi (es, la finestra di una cucina di privata), e finiamo in una specie di molo ipertecnologico con le onde altissime, californiaaaa, e tutti questi macchinari avveniristici che non so a che servono, pieno di gente che lavora e gerry che mi rassicura. Zero spiaggia, solo palta, ma tanto non avevo il costume. Cammino accanto a un campo di "grano" (? Che se sai che ne sai che ne saaaaii), che mi capita spesso di sognare, finisco in una zona paludosa, prontamente Gerry lampadato mi aiuta e non cadere, ma mi entra il fango nelle Camper (pensa, nella vita reale le ho buttate anni fa). Finisce che scorgo qualcosa tra i macchinari enormi, mi faccio largo e vedo una specie di torre medievale in buone condizioni, rimango perplessa ma lascio perdere. Mi sento chiamare, arriva il vecchio amico Stefano B.G. (sempre quello delle elementari) che finalmente è alto come me (alle elementari era il più piccolo della classe, e io altissima): iniziamo a parlare, frasi senza senso, lui conosce Gerry Scotti che intanto chiacchera evidentemente per affari e mi dice, giustificandosi, che di soli Quiz un uomo vero non può vivere (effettivamente, non fa una piega). Salto temporale, con lo Ste che nel bel mezzo della palude mi abbraccia, fortissimo, a lungo, un po' un tempo morto della narrazione, ma mentre mi abbraccia mi accorgo che io sono più grande di lui e comincio a sentirmi a disagio. Inizio ad allontanarmi gironzolando in questa specie di zona post-atomica, cerco Gerry Scotti ma niente, Stefano mi segue ma non me ne preoccupo. Mi ritrovo finalmente in una serie di viuzze, genova? urbino? non so, inizio a girare e mi pare di riconoscere una finestra bianca. Guardo dentro e la classica vecchina minuta dai capelli lunghi raccolti mi dice che purtroppo non posso entrare, ma in una lingua che non conosco. A gesti ci capiamo, ottengo il permesso, scosto la tendina bianca bordata di pizzo of course, lei distrae le persone sul divano mentre mi indica la porta per uscire. Guardo con la coda dell'occhio e vedo un uomo molto malato sul divano, che mi sembra abbia qualcosa alla schiena che non gli consente di sedere bene. Per non essere fermata esco veloce, e mi ritrovo su un pianerottolo stretto e nuovissimo, dove la rampa a destra mi fa scendere e quella a sinistra salire (il contrario del solito, in genere). Indecisa, inizio a salire ma poi cerco di ricordare il percorso dell'andata, torno indietro e inizio a scendere. Apro la porta e c'è una lunga rampa più stretta da fare, con tappeti ocra e una porta chiara, salgo, trovo una rampa identica, ma con le pareti e la porta in noce, e il tappeto lavorato, superata la porta, ennesima rampa, identica lunghezza, stavolta con la porta in radica e il tappeto che copre i gradini di un bel verde. Arrivo alla fine, apro la porta e buio, mi faccio largo tra file e file di tende di velluto rosse (lynchdemmerda!) e sbuco fuori dove un tizio gentile mi dice: stiamo chiudendo. Affannata dico "Sì, siì", mentre arriva un ragazzetto che mi pare di conoscere e mi sventola davanti un a4 con scritto Chiuso, faccio una faccina presa male, me ne vado e finisco nella stanza dove avevo trovato la vale con Giussani....ma stavolta sul letto a castello c'è Stefano. Lo guardo, cambio stanza, finisco nel mio soggiorno dove ci sono 5 ragazzi sconosciuti e mi avvicino convinta al penultimo, che non ha volto, ma io ovviamente so chi è: Giacomo di Roma.
Ora tutti quelli che su google cercheranno Gery Scotti finiranno qui, rido. E posso dire, anche se era solo un sogno, che dal vivo effettivamente era più magro. E Gerry Scotti-Virgilio? me fa morì solo l'idea. Gerry torna! il preserale senza di te non ha senso! Muà.
December 1, 2006
LYNCHIANA - PER CHI NON CREDE AI MIEI SOGNI
a
10:51 AM
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4 comments:
Luca proprio mai è?... neanche nei sogni..... ciao
Ma io Luca me lo sogno anche ad occhi aperti, questo era un incubo. Signò, non mi tenti...
Giacomo di Roma = Giacomì??
Grazie per avermi allietato il pomeriggio post esame con questa storiella Dani
No no è Giacomo di Roma, non uno dei frosinoni. Oh cazzo Andrè e Giacomì, che perdita. Pubblicherei la loro foto, ma non oso. Ma hai fatto già l'esame? ok aula copiabile...risposta multipla?eheh
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