June 29, 2006

REMEMBERING HAMBURG N?

NO MORE GIOSTRA 2

Altre regole per essere una donna di questi tempi: (potremmo andare avanti per ore)

rifuggi dagli uomini melodrammatici
rifuggi dagli uomini melodrammatici
rifuggi dagli uomini melodrammatici

la memoria è sempre viziata
la memoria è sempre viziata
la memoria è sempre viziata

non rileggere a distanza quel che si è scritto
non rileggere a distanza quel che si è scritto
non rileggere a distanza quel che si è scritto

realizza che zara è il male
realizza che zara è il male
realizza che zara è il male

ma n'do cazzo vai con tutte quelle scarpe?
ma n'do cazzo vai con tutte quelle scarpe?
ma n'do cazzo vai con tutte quelle scarpe?

June 28, 2006

NO MORE GIOSTRA

Regole per essere una donna di questi tempi:

non abbassare mai la guardia
non abbassare mai la guardia
non abbassare mai la guardia

non scaricare la posta con leggerezza
non scaricare la posta con leggerezza
non scaricare la posta con leggerezza

ricordati che l'altra è sempre dietro l'angolo
ricordati che l'altra è sempre dietro l'angolo
ricordati che l'altra è sempre dietro l'angolo

non far diventare la tua vita un telefilm
non far diventare la tua vita un telefilm
non far diventare la tua vita un telefilm

se sei stata amante, degnati di pensare che lui ne abbia una
se sei stata amante, degnati di pensare che lui ne abbia una
se sei stata amante, degnati di pensare che lui ne abbia una

(e grazie alla vale/cois scheroma suchi per la seratina)

June 27, 2006

I'M GONNA CHANGE YOUR MIND AND IF YOU DON'T I'M GONNA EAT YOUR LIFE - LIVE REPORT

Lei è lesbica, lei è tanta, si dimena bene e suda pure poco.
Noi sotto -il plastic in trasferta, amici, nemici- pezziamo alla grande, puzziamo di citronella mentre i mosquitos si mangiano il sedere della grassona. Fantastica, felice, sa dire poco o nulla in italiano "pesca/pesche".
Come dice grazie lei non lo dice nessuno.
Nell'insieme le canzoni hanno fatto effetto pastone: brevissime carine ma un po' troppo simili tra loro.
Ma un bassista no?
E, se qualcuno ha visto, le ascelle della batterista/monster/charlize mi fai una pippa erano depilate o no?
Tripudio col singolone che è proprio bello ma da ballare un po' complicato. Sarà che ad un tratto è salito un tanfo d'immondizia che ci ha zittito tutti.
Divertente, si si son contenta. E' proprio estate. Quasi il dj set di Scuola Furano, tamarrissimo, mi aveva preso bene (poi mi sono ricreduta). Chicca per gli amatori: c'era il tipo con la maglia gialla e l'amico riccio con una bionda nuova. E della j-lo sfighella neanche l'ombra. Ah, ovviamente non hanno mosso un piede, a loro piacciono solo gli amari. (domani niente lavoro, vado in triennale: se li becco giuro che li saluto e chiedo delucidazioni).

AH: best title taken from a live show -ever

June 25, 2006

TUNES CHART W#11

1 Staying alive. Cursive (ma come ho fatto senza fino ad ora?)
2 Polly. (cover) Animal Collective
3 Lost in the supermaket. The clash
4 Big Sur. The thrills (è estate diamine)
5 May Banners. Tree wave
6 Tiger tamer. Arms
7 Colours. Hot Chip
8 What you're waiting for? (cover). Franz ferdinand
9 Regicide. Matmos
10 (questa settimana 3.57 GB liberi, ho detto tutto.)

June 21, 2006

FRAGMENTS OF REAL LIFE

(perchè la vita non è solo recensioni scritte male e deliri di critica d'arte per i poveri come questo blog può apparire).
Proprio in questo momento: fa un caldo infernale, 32 gradi - percepiti non oso immaginare, batte il sole dalla mia parte, il pc caccia caldo, il ventilatore è orientato verso il webmaster che mi dà le spalle, mi prudono le punture di zanzare ma se metto il polaramin si scioglie, la coca è light perchè ero di fretta, l'hard disk è andato quindi devo rifare le cose mille volte, il cane del mio capo ogni volta che tocco la borsa mi salta addosso alla ricerca di cibo, la musica in sottofondo è techno pesante che crea una cappa sonora che ricopre quella di afa (con interruzioni di Mars Volta a dare il colpo finale), è finita la carta igienica e il sapone in questo bagno di pezzenti, mi voglio togliere le scarpe, mi cresce il dente del giudizio, ho mezzo appuntamento galante e sento che l'herpes sbucherà...basta

e a casa ho l'aria condizionata, tanto per dirne una

June 17, 2006

SPACE TOURIST - HAMBURG GUIDE

Andare in Germania per me è sempre rischioso, con il mio profondo rispetto per il teutonico e l’odio per la birra che riesco a fare convivere a stento.

Out
L’uso sempre smodato della birra, il cibo come unico intrattenimento, le festività che desertificano le città senza lasciare speranza alcuna, una pornografia sfacciata anche alla luce del giorno risulta essere fastidiosa più che goliardica -St Pauli-, il verde come unica inevitabile risorsa d’intrattenimento (e quando fuori piove?), i mega musei-kunsthalle per accontentare un po’ tutti (ce l’ho, ce l’ho, ‘azz! Schwitters mi manca, compriamolo!), in prestito il mitico viandante di Friedrich che davvero volevo vedere, due palle con questo mondiale, l’estremo controllo e il degenero quando il controllo manca, la metro che trasuda l’ubriacatura da fine settimana, quell’essere biondi di quei maschi lì, che per poco non sono danesi ma ne hanno di strada da fare.
In
Una città enorme e servita in modo capillare, potenzialmente vivissima, musei come cattedrali democratiche, poco materiale ma tanta iniziativa (opposto all’italia delle grandi istituzioni), discrezione –snobismo?- per il turista, acqua e verde ti circondano e si integrano in un modo più intimo rispetto al nord europa che ho visto (vedi il black diamond di copenhagen), ottimo sushi, una varietà incredibile di preparati di pfanni che sono davvero buoni (e la knorr! E la Maggi! Quanti ricordi), il concetto di heisse tasse –un preparato per zuppa dosato per stare nella tazza, s’è mai visto pasto più triste?eppure ne vado matta, vetrine da berlino est che ci hanno fatto scompisciare, un quartiere arty molto carino, entrare nel negozio di humanempire e conoscere Jan, le mostre di Saliger ed Erwitt, e l’importante: riposare un po’. Voto finale: 7.0

June 16, 2006

ATROCITY EXHIBITION

Oggi al lavoro ho ricevuto un comunicato menoso dall’ufficio stampa di villa Olmi di Como che si vantava di aver superato il record di picazzo -77.000 visite- con quello di magritte (80 mila). Certo, ne son felice, per como e per magritte, ma che gran sorpresa sapere che gli omini chi piovono dal cielo attirino più delle donne tricefale di picazzo! (che è sarà e rimarrà sempre picazzo, un imbroglione che se la spassava nel sistema, lui e le sue magliettine a righe alla francese).
Non mi perdo nel dire le solite cose: generalizzazione, mostre per chi non se ne intende, ma almeno accresce volontariamente la popria ‘conoscenza’, specchietti per allodole (notato i prezzi? Giustificati? In parte sì per i costi d’assicurazione, ma avete visto quanti sponsor? Ve li hanno schiaffati bene sul biglietto, all’ingresso, all’uscita? No brand-no lifelong).
Mostre-evento a parte (era stanto anche un vecchio tema di maturità), allo stesso modo i grandi musei stanno soffrendo dello stesso problema. Nulla rimane nel cuore, è tutto costoso da mantenere, sono tutti mete turistiche ma in realtà dopo il primo piano tutti puntiamo al divanetto.
Siamo sinceri, in europa, visto il Pompidou s’è visto tutto, ci vai 3 o 4 volte, perché le opere sono in rotazione –ne hanno TROPPE!- e poi puo morire felice. Vai a New york e ti vedi il moma (che costa 20 dollari, quasi quanto una mostra un po’ importante in palazzo-cantiere eterno- reale di milano) e poi muori contento anche lì.
Io stessa mi sono stancata di vedere sempre gli stessi artisti, di snobbare sempre gli stressi, di sfuggire ai miei terrori personali (Nitsch, Beuys), poi con la moda dei mutipli è tutto quanto una gran fregatura. O insegui un artista che te fa impazzì (El greco l’ho pescato a budapest mi pare, ma non è un contemporaneo effettivamente) e lì ha senso. Ma di ruote di duchamp ne ho viste perecchie, neanche fossimo in olanda.


Per non parlare delle biennali che crescono come funghi, impossibili realmente da visitare: la buona volontà c’è ma spesso nn è sufficiente, lo dicono anche gli addetti ai lavori, troppo, troppe sedi, il brivido di perdersi il ‘collaterale’(già la parola è un po’ bruttina , no?).
L'industria dello spettacolo e l'industria dell'arte parlano ormai un linguaggio tanto sofisticato da rendere impossibile qualsiasi giudizio definitivo. La mostra non ci convince, ma l'immagine resta: il trucco è svelato, sotto gli occhi di tutti, eppure è impossibile resistergli. Il problema, quindi, non è più la lotta contro la società dello spettacolo: si tratta piuttosto di non scambiare la più grande omelette al mondo con l'ultima opera di Claes Oldenburg.

June 14, 2006

(sms) "MIAMI?" (risp) "NO FABY" - giuro che me lo hanno scritto

Del MIAMI non si può non parlare.
Finalmente un festival che si minacciava indie-fichètto e non lo è stato (la line-up effettivamente non era abbastanza attraente, dopotutto mezza milano qualche giorno prima era andata in trasferta adorante a Bologna per rendere omaggio a Pete Doerthy).
Un fesival misto, con pubblico misto, con banchetti misti, con qualcuno che è capitato li per caso, un po’ come ai concerti della festa dell’unità al PalaQualunquecosa.

Prima serata (già si inizia alla grande, con il parcheggio abusivo nella zona artisti –avvistato furgoncino di moltheni, funziona ancora)

Arriviamo a metà moltheni che suona in anticipo (!) stanco e sfatto, poca passione -e lo confessa-, ce ne andiamo per bere e guardare i meravigliosi -sul serio-stand.
Agli Amari accorriamo in ritardo perchè io credevo dall'interno del magnolia di monitorare il palco, invece quella cosa era solo un chioschetto delle birra,ops. Amari i soliti cazzoni ("grazie arezzo wave!"), pubblico un po' freddino rispetto alla loro media, al punto che ci sgridano "miami muovete il culo che non lo avete ancora fatto!"(e la reazione è buon
Segue Bugo, folla solo per lui, una cosa incredibile, appaiono 2 coni gelato sagomati giganti dietro ai quali si nasconderà poi Dodo per apparire solo inutilmente in frangenti danzerecci. Delirio e ludibrio, ammetto che è stato notevole, sa pure suonare e tutti vogliamo fargli da coristi. SI apre una questione tra me e simo: ma come può moltheni essere talentuoso e ignorato ormai da tutti, e bugo un coglione senza talento che attira orde di persone. Ora, bugo il talento ce l'ha, moltheni lo sta seppellendo nelle sue depressioni spendore terrore e ci chiede troppa attenzione senza alcuna rilevanza melodica. bugo ce la mette tutta, è simpatico e vario. moltheni dice: "sono come il dente marcio nella tua bocca", bugo invece "hai mangiato una pantegana, mi viene un conato ma stasera stiamo insieme lo stesso". (ah, la migliore: non andare in vacanza che ti viene l'herpes -io mi bugo, allora-).
finito bugo con una canzone lunghissima ballabilissima stra-funk che se magnava gli lcd soundsystem (e bugo molto beck avvolto in una tuta e cappuccio bianco, prima era vestito da impiegato con la giacca, meraviglia), e gran sorpresa appaiono i lombroso con morgan, fanno una canzone a quanto pare molto famosa, e nella sorpresa generale se ne vanno. morgan uno straccio, ovviamente.
poi yuppie flu, che si sparano i singoli subito, la gente, ammetto, rifugge a metà, dodo come dicevo si alza ogni tanto per ballare o per suonare il tamburello, agostinelli-meraviglia con la camicetta tutta abbottonata e il taglio di capelli perfetto. Per un momento ho pensato che sono a un passo dai death cab, alla fine sono molto più felici di quanto io non pensi. Rimane che durante tutto il concerto mi abbia tormentato il merci m-m per lamentarsi del look sbagliato degli yuppie "cazzo ma siete gli yuppie flu! non potete conciarvi così", ok erano un disastro, -ma pensa a gibbard! gli ho detto- però lui proponeva magliettina nera per tutti. Naaaaaa.


seconda serata-

Il programma un po’ folle mi ha fatto perdere il primo pomeriggio gli hot gossip, ma almeno ho visto la locandina dei Gossip (quelli americani) che passeranno di li a fine mese, ottimo.
Si inizia con gli Ardecore, che proprio non sono nelle mie corde (non ho nemmeno guardato se sul palco c’era geoff-maledetto concerto a teatro-farina). I death of anna karina sono una buona sorpresa, energici al punto giusto, tutti che suonano tendendo ad offrire il profilo sinitro come i giunchi al vento. Da ricordare le loro magliettine carine. I Three second kiss hanno la loro erà, sono violenti e ipnoti ci ma non li ho trovato travolgenti. Il problema è che ai festival la concentrazione va centellinata, cosi come l’energia e i soldi per le pins . Si chiude in bellezza con i Giardini, con corrado che indossava la mia stessa tshirt della mattina (per fortuna mi ero cambiata), ma di almeno 2 taglie in meno –e quindi gli stava cosi cosi-. Le canzoni nuove suonano bene, ma con i giardini io aspetto sempre prima il cd e poi giudico.Certo è che nessuno di loro è nato per cantare, e si crea un effetto tale che potrebbero imitare i sigur ros e sputtanarsi di meno. Le mie serate finiscono cosi, con 1-1 agostinelli-bugo che stupisdce pure me. Peccato aver perso il dj set della riot maker, ma qui si lavora sempre il mattino presto.

June 12, 2006

MY NEW FRIEND

Il Lexotan uccide tutti i demoni.
Però poi mi abbiocco sulla tastiera.