March 25, 2006

NOTTI MAGICHE INSEGUENDO UN GOL

Io l’idea della notte bianca la stimo e la disprezzo: è una sorta di capodanno semi-sobrio, dove la città si apre al pubblico della notte. In realtà è il pubblico del sabato pomeriggio che ha a sua disposizione la città per più ore. A parte le proposte culturali da pelle d’oca (la Milano di Morzart –complimenti, interessante attuale e patriottico), oltretutto prenotatissime, i soliti negozi del centro che rigonfiano il fatturato d’oro del fine settimana (e ai commessi che fanno gli straordinari ride anche il culo, per usare un francesismo), e i concerti-evento che creano onde d’isteria adolescenziale in piazza del Duomo, qualche buona idea sotto sotto c’era. Anche solo l’idea del bicchierino di vino alla mostra di Newton non era poi così male –e perlomeno giustificava il prezzo altissimo della mostra, che purtroppo ho già visto nella versione analcolica-. C’erano anche dei concertini indie modesti che non potevano essere disdegnati, ma il pensiero di prendere la macchina per impaltarmi nel traffico da prima-seconda-prima-freno mi ha fatto desistere in fretta. E i mezzi pubblici non sono esattamente quelli di London. Il programma è tutto estremamente scenografico e inconsistente, non si può fare tutto cioè che si vuole, e ognuno vaga per raggiungere almeno la sua prima meta dell’itineerario, ma ci si ingorga tutti sulla strada.
Che senso ha? Perché c’è sempre troppa scelta? Non si può fare una notte bianca culturale per rendere tutto più godibile? E poi una popolar-mangereccia-musicale in un giorno diverso? Moriremmo tutti felici.
Effettivamente l’esperienza della design week mi fa rabbrividire allo stesso modo, anche perché lì la maschera culturale è ridicola. Ma anche la notte delle gallerie d’arte milanesi è stata una sòla (non c’è un quartiere arty a milano, forse ora fingono di lavorarci su), confezionata come evento very in, totally freak.
Io sto a casa mia, mi guardo “La casa degli spiriti” in linea con le suorine che mi piacciono tanto, e se mi va la pizza stanotte vado da Pippo, senza farne un caso eclatante da celebrare. Loro la notte bianca la fanno sempre, poracci. E li si ama per questo.

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