February 22, 2007

SCHIFARE LA VITA. NORDGARDEN LIVE REPORT

Osnago è una ridente cittadina dell'entroterra brianzolo, situata dopo i boschi di Besana, Missaglia, giù di lì. Abitata da poche anime artistoidi, diede i natali all'emtivì-Nongio, e vanta uno dei locali Arci più significativi del cirolo. Un posticino, detto Locomotiva, che sta lì lì, sui binari, al posto della stazione. E la stazione? non c'è. I biglietti si comprano all'edicola, mentre il tabellone degli orari è li dentro alla locomotiva, che poi è solo una stanzetta 5x5 piena di seggioline dell'asilo che dopo 5 canzoni ti uccidono la schiena. Quando si entra, con la dovuta discrezione, di deve passare davanti a tutti i commensali del baretto -ivi contenuto- e varcare una porta. Il bagno, per i bardana dipendenti come me, non c'è. Grandi porte finestre su ogni parete danno sui binari dove sfrecciano i treni dello stato, niente ferrovie nord, nonostante un quadro inneggiante alla Brianza Radio Attiva (O radioattiva?, non ho capito). Ovviamente ci si aspettava che Terje arrivasse direttamente dalla Norvegia con un Munch (ogni treno internazionale che si rispetti si chiama come un pittore, chi viaggia lo sa), saltando sul binario lì in quel di Osnago, aprendo la finestra e via, in un balzo alla/nella/sulla locomotiva. Invece no, arriva tranquillo, chitarrina sottobraccio. Inizia timido a suonare, lo spazio pieno, sold out (ma era gratis), tutte le 17 sedie occupate. Ce la canta e ce la suona, bene, bravo, dai. Italiano ottimo, quindi chiacchiera. Prima di ogni canzone, qualche battuta introduttiva. Ecco si, il problema sta proprio qui. Capisco la sua passione per l'italia, ma l'animo norvegese salta sempre fuori, come il vizio. La prima canzone parla del padre che lo ha lasciato quando era bambino -vabbè-, poi Elliot Smith (morto suicida con un pugnale nel petto), poi di Nick Drake (impiccato), Jeff Bukley (annegato), al nonno (ero a bologna mia mamma mi telefona e dice che il nonno è morto), una cover dei Morphine (lui morì sul palco per un attacco di cuore), una cover di De andrè -eddaje- e l'ultima la dedica agli italiani (ci tocchiamo tutti visibilmente).
Cmq bravo, clap clap, il nord non è solo metal, con l'acustica ci sanno fare, lui, Sondre (Lerche) e José (Gonzalez) nel mio cuore.

Ah poi s'è tolto la giacca, gli ho visto il braccio con le vene sexy, e non ho capito più niente. Mi sono ripresa nuda e rapinata dalle parti di Arcore, svegliata da gente festante.

2 comments:

Anonymous said...

[20:33]sono così buona e umanista/uh huh me/fab

hai letto nordgarten? m'è quasi venuto bene


[20:34]Se non hai dato tutto non hai dato ancor /kat/jukka

pensavo che l'avresti fatto più cazzaro


[20:34]sono così buona e umanista/uh huh me/fab
eeeh volevo


[20:35]sono così buona e umanista/uh huh me/fab

ma devo essere fedele allo standard dei miei frequently readers


[20:35]sono così buona e umanista/uh huh me/fab

che poi son 2, ma una filosofa esteta e un designer "art" che più o meno ha fatto il classico

Anonymous said...

delle volte le tue sensazioni sensuali sono da romanzo.